Funerali turchi e usi e costumi legati alla morte in Turchia

 


Quali sono gli usi e costumi legati alla morte in Turchia? Come vengono organizzati i funerali turchi? In Turchia, la vita sociale contiene un gran numero di credenze, usanze e tradizioni legate alla morte, con riti e cerimonie antichissime praticate tuttora in diverse parti del paese. 

Come in tutte le culture, la morte è un avvenimento che rafforza la solidarietà sociale e costringe i vivi a riunirsi e ribadire i propri legami reciproci. Secondo le credenze religiose - in Turchia, il 99% della popolazione è di fede musulmana - lo spirito sopravvive alla morte e si ricongiunge con il divino. 

Il letto di morte

Quando una persona giace sul letto di morte circondata dai suoi cari, viene confortata e mai lasciata sola. Il cuscino viene levato da sotto la testa del moribondo, al quale si offre dell'acqua. Non si piange in sua presenza, ma in disparte, e nel mentre si avvisano i parenti. Se questi non possono essere presenti durante il trapasso, si mostrano al moribondo oggetti che li rappresentano o fotografie che li ritraggono. Si chiama un imam, l'equivalente di un sacerdote, o almeno qualcuno che sappia leggere il Corano.

Subito dopo il decesso

Subito dopo il decesso, il defunto viene portato via dal letto in cui è morto e posto su un altro giaciglio appositamente preparato per l'occasione, che in italiano potrebbe essere definito “letto di conforto”. La mascella del defunto viene chiusa e i piedi vengono legati insieme (di solito agli alluci). Il tempo di attesa per la sepoltura non supera le 14-15 ore: se la persona è morta di sera sarà lasciata fino a mezzogiorno del giorno successivo; se è morta di mattina, il periodo di attesa terminerà invece nel pomeriggio. Un pezzo di ferro viene posto sullo stomaco del defunto per evitare che il corpo si gonfi. Il defunto non viene lasciato solo: anche prima dei funerali turchi, dunque, è usanza praticare la "veglia". 

La popolazione locale viene informata del decesso tramite il passaparola e la salah, una preghiera speciale recitata in certe occasioni dal muezzin prima dell'usuale richiamo alla preghiera. 

Le usanze che seguono hanno lo scopo di accompagnare il defunto e aiutarlo a superare la soglia dell'aldilà (anche i turchi credono nel paradiso, cennet, e nell'inferno, cehennem) e in più, servono per proteggere i vivi dagli effetti negativi della morte. Il corpo del defunto viene lavato e avvolto nel sudario. Se il defunto era una donna, questi incarichi vengono eseguiti da altre donne, mentre se era un uomo da uomini esperti. Nei paesi dell'Anatolia e in altre regioni della Turchia, il corpo viene lavato all'interno della casa o su un'apposita panca posta in giardino, e poche persone possono essere presenti durante il rito. Durante il lavaggio, i parenti versano una ciotola d'acqua sul corpo, danno il loro consenso e ne approfittano per comunicare per l'ultima volta con il defunto. 

I riti del funerale turco

Nelle grandi città, il corpo viene lavato in una stanza apposita che si trova all'interno del cimitero, il Mezarlık. Il telo di stoffa usato come sudario è sempre di colore bianco. Il sudario destinato alle donne ha più componenti rispetto a quello usato per gli uomini. Se il cadavere è quello di una donna, all'interno del sudario vengono applicati henné (anche alle mani prima che il corpo venga lavato), il cumino nero (çörek otu), l'acqua di rose e il Zamzam (l'acqua di un pozzo vicino alla Kaaba). 

Quando il defunto è in attesa di sepoltura o mentre il corpo è avvolto nel sudario, si può bruciare dell'incenso nelle vicinanze per coprire i cattivi odori. Il corpo avvolto nel sudario viene poi posto dentro la bara e portato nel luogo in cui si svolge la preghiera funebre. I funerali turchi vengono eseguiti al cimitero o in moschea. Di solito, le donne non possono partecipare all'orazione funebre in moschea.

Dopo la preghiera, la bara viene portata al cimitero, dove è già pronta la tomba, che per le donne è generalmente scavata più in profondità. 

Stando alle scoperte archeologiche effettuate in Anatolia, in antichità si usava seppellire i defunti all'interno di grandi vasi di terracotta, in bare di legno, o in scompartimenti a piani all'interno di uno stesso sarcofago, talvolta in forma mummificata. Recentemente, la forma di sepoltura più diffusa è quella che prevede lo scavo di un fosso che viene riempito poi di terra. 

La lapide, che può essere di pietra, di marmo o di calcestruzzo, viene eretta alle due estremità della tomba, oppure solo nel lato dove giace la testa del defunto. Sia nei paesi che nelle grandi città, di solito le tombe si trovano nei cimiteri pubblici, anche se non mancano le tombe di famiglia erette nei terreni privati, o le tombe di famiglia allestite nei grandi cimiteri (equivalenti alle nostre cappelle). In genere è prevista una cavità o un vaso sulla tomba per contenere acqua e fiori. All'estremità della tomba vengono piantati diversi alberi (pino, salice, gelso, cipresso, pioppo, ecc.). La lapide è abbellita, con il nome del defunto, le date di nascita e di morte e talvolta citazioni letterarie. Le persone evitano di calpestare le tombe e fanno in modo che gli animali domestici facciano lo stesso. Così come da noi, in città esistono agenzie specializzate nei servizi funebri, che si occupano dei necrologi e della sepoltura.

Dopo un funerale turco

Dopo la sepoltura, parenti e conoscenti fanno le condoglianze ai familiari più stretti nel cimitero o a casa. Dopo i funerali turchi, comincia sempre una sorta di pellegrinaggio collettivo verso la casa in cui il defunto viveva, oppure in un'altra casa designata da chi ha organizzato il funerale. In Turchia, si cerca sempre di non lasciare da sole le persone che soffrono per la perdita di una persona cara, almeno per qualche settimana. A casa, chi accoglie gli ospiti offre sempre il tè e qualcosa da mangiare (non al baklava ma sì all'helva, dolce tipicamente associato al lutto in Turchia), e spesso si recita una preghiera tutti insieme prima di andare via. In genere, i primi giorni dopo il funerale, sono gli ospiti a portare a casa del defunto il cibo (pilav, etc.)

Il defunto viene ricordato il terzo, il settimo, il quarantesimo e il cinquantaduesimo giorno dopo la sua morte con incontri e preghiere. Mentre alcuni oggetti che erano di proprietà del defunto (vestiti, scarpe, ecc.) vengono conservati come ricordo, la maggior parte viene distribuita ai poveri; altrimenti, vengono bruciati.

Se si celebra un matrimonio nei pressi di una casa in cui è morto qualcuno in quel giorno, per poter suonare strumenti musicali occorre chiedere il consenso alla famiglia del defunto.

I familiari più stretti del defunto si astengono dal frequentare le attività sociali per qualche tempo e non indossano abiti nuovi per un certo periodo (da 40 giorni a 1-2 anni). In alcune regioni, gli uomini non si radono per 1-2 settimane. 

I vecchi credono che lo spirito del defunto sia ancora tra i vivi e a volte visiti la sua vecchia casa, e che raggiunga l'aldilà più felice se viene commemorato con le preghiere. 

Superstizioni turche legate alla morte

In Turchia, una serie di eventi o manifestazioni vengono interpretati come presagi di morte imminente, tra cui forme di comportamento inaspettate, oggetti usati in modo particolare e determinati eventi meteorologici (una stella cadente, un tuono, un vento da nord-est, ecc.). Anche il comportamento degli animali (l'abbaiare dei cani, il chiocciare dei gufi, un gallo che canta al momento sbagliato, ecc. ), certi simboli onirici (bare, abiti da sposa, feste nuziali, cammelli, case demolite, denti che cadono, cipolle, pepe, ecc.), determinati oggetti (una scarpa che si capovolge, un paio di forbici che vengono lasciate aperte, scricchiolii nel soffitto, ecc) possono essere interpretati in tal senso. Le persone tendono a evitare gli eventi che si pensa possano attirare la morte. Tra i rituali in cui la morte può essere scongiurata, c'è quello di abbattere il gallo che canta in un momento inopportuno, dare del cibo che si è preparato in casa o che si è acquistato ai poveri quando si fa un brutto sogno, svegliare le donne incinte o i bambini se dormono quando viene portato via un morto, svuotare le tazze d'acqua in casa quando c'è un funerale, spazzare la casa dopo che il defunto è stato portato via, capovolgere il pentolone in cui è stata bollita l'acqua usata per lavare i morti, e così via.

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